venerdì 12 settembre 2014

Paratie, l'assessore regionale urla. Sparate a parte, le cose stanno così (il centro di tutto è Sacaim)


Dopo un silenzio di mesi (e con il presidente Roberto Maroni che, presente ad Alzate Brianza lunedì scorso, ha glissato sul tema) oggi la Regione improvvisamente si sveglia e fa la voce grossa sui ritardi del Comune nella consegna della terza perizia di variante sulle paratie. Comprensibile e per molti aspetti giustificato, ma la faccenda è più complicata delle semplificazioni politiche.

A sparare contro Palazzo Cernezzi è l'assessore al Territorio, Viviana Beccalossi, al termine di un'informativa alla giunta regionale. "A oggi - dice la Beccalossi - la documentazione richiesta al Comune non è ancora stata consegnata agli uffici regionali nonostante i formali solleciti a gennaio, aprile, maggio, giugno e luglio di quest'anno. All'ultima nota, inviata il 4 luglio, il sindaco Mario Lucini ha risposto un mese più tardi indicando la fine di settembre come data ultima per la presentazione di tutti gli elaborati della perizia di variante. Per noi questa è l'ultima data disponibile, altrimenti ci vedremo costretti a riconsiderare le risorse previste e già stanziate nel bilancio regionale (un totale di 11,5 milioni, ndr). Regione Lombardia è stata fin troppo paziente, siamo certi che il Comune saprà rispettare la data del 30 settembre".

Tralasciamo il fatto che il Pirellone non può nemmeno lontanamente immaginare di cancellare i finanziamenti per Como, visto che è in assoluto l'ente finanziatore principe del cantiere delle paratie e che se smettesse di sostenerlo economicamente finirebbe assieme al Comune diritto alla Corte dei Conti per un danno erariale forse incalcolabile. E diamo per buono che effettivamente la convenzione originaria della quale parla l'assessore Beccalossi aveva come termine addirittura il 31 dicembre 2013.

La realtà dei fatti, però, è che - per come stanno le cose oggi - potrebbe accadere tranquillamente che Palazzo Cernezzi non riesca a consegnare il progetto per la fine dei lavori entro i prossimi 19 giorni. Il punto, infatti, è che gli uffici di Palazzo Cernezzi in realtà hanno già terminato gli elaborati della terza perizia di variante (che includono modifiche tecniche e variazioni di costo). Soltanto che - come in realtà la stessa Regione sa per certo - ora quegli incartamenti sono in mano all'azienda che ha vinto l'appalto per il cantiere, Sacaim. Che, peraltro, da tempo sottolinea come la durata infinita dei lavori (8 anni il prossimo gennaio) abbia anche determinato un aumento di alcuni materiali e che, inoltre, ha per contratto il diritto di dire la propria sui nuovi interventi tecnici contenuti nella terza variante. 

Una fase, questa, che difficilmente si chiuderà con un incontro secco entro le prossime ore ma che prevede una necessaria contrattazione tra le parti (azienda e Comune). Soltanto quando amministrazione e privati avranno raggiunto un accordo finale, tutto potrà passare materialmente nelle mani della Regione per la "validazione" finale e la successiva ripresa del cantiere. E questo potrebbe accadere entro il 30 settembre come il 5 o il 10 o il 25 ottobre. E - se intesa ci sarà - la Regione approverà comunque, senza ovviamente togliere un solo quattrino. 
A dispetto delle cannonate (a salve).

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